Territorio e prevenzione
Ciclone Harry, studio INGV e CNRS sui venti più forti nel Mediterraneo
Una ricerca analizza gli impatti del ciclone Harry, che tra il 19 e il 22 gennaio 2026 ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna: il riscaldamento di origine antropica ha aumentato la velocità dei venti.

Il metodo e gli effetti
Lo studio, firmato da INGV e CNRS, ha confrontato le configurazioni del ciclone con eventi simili di un periodo più freddo tramite il metodo degli analoghi atmosferici di ClimaMeter. Le regioni coinvolte sono state interessate da precipitazioni intense, raffiche eccezionali e mareggiate, con onde fino a 9-10 metri sui litorali più esposti e danni alle infrastrutture.
Rischi economici e prospettive
Circa 2,91 milioni di abitanti e 63,58 miliardi di dollari di PIL si trovano in aree esposte a eventi intensificati dal riscaldamento, soprattutto in Sicilia, nello Stretto di Messina e nella Calabria meridionale. Le conoscenze attuali non indicano un aumento del numero di questi sistemi, ma i cicloni più intensi potrebbero avere venti più vicini al suolo.
Crediti immagine
Mareggiata a Manarola · Immagine di repertorio. Foto: Carlo Alberto Conti · CC BY-SA 4.0. Ridimensionata per il web.


